GENERALE

Chiunque visiti la Toscana non può fare a meno di passare almeno un giorno nella culla del Rinascimento. Firenze è da molti considerata la città più bella del mondo e richiama ogni anno milioni di turisti, che restano estasiati dallo splendore dei suoi monumenti, incantati dai suoi piatti tipici e rapiti dalla sua luce. La “città del fiore” è legata a doppio filo alla sua tradizione comunale e alle divisioni tra Guelfi e Ghibellini, mirabilmente cantate da Dante nella sua opera immortale, ma è sotto il dominio della famiglia Medici che ha raggiunto la sua unicità. Grazie alla visione di questi illustri mecenati, Firenze gode ancora oggi delle opere artistiche più famose al mondo. La lista delle personalità illustri che hanno reso grande questa città è pressoché infinita e il visitatore potrà divertirsi a scoprirla tra una visita agli Uffizi e a Palazzo Vecchio, una passeggiata romantica sul Piazzale Michelangelo o sul Ponte Vecchio, un aperitivo allo storico Caffè Le Giubbe Rosse oppure perdendosi tra i suoi giardini e nei suoi parchi o nei mercati cittadini che vendono pregiati oggetti in pelle e preziosi manufatti della tradizione artigiana, di cui Firenze è orgogliosa. I ristoranti e le trattorie del centro offrono i celebri piatti tipici della cucina ricca e povera: dalla ribollita alla bistecca alla fiorentina (vero biglietto da visita della città), il tutto accompagnato da un buon calice di Chianti. A Firenze è anche possibile assistere agli spettacoli teatrali più importanti del panorama nazionale, grazie a teatri come il Verdi e la Pergola e si può partecipare agli eventi del Maggio Musicale Fiorentino, festival di importanza mondiale. Gli appassionati di sport resteranno colpiti dal torneo cittadino del calcio in costume, progenitore del rugby e del calcio moderno.

Arrivare a Firenze è facile e comodo: la città dispone di tantissimi collegamenti con treni ad alta velocità, autostrade e un moderno aeroporto, recentemente servito dalla linea tramviaria.
 

SOCIETÀ

Molto attiva e presente è la comunità inglese, soprattutto dalla seconda metà del XIX secolo, stabilitasi in quella che allora era la Capitale d’Italia. Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2015 la popolazione di Firenze è per circa l’84,37% di cittadinanza italiana. La popolazione straniera residente ammontava a 59 827 persone, il 15,63% della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente[33] erano:
Romania, 8 785 – 2,29%
Perù, 6 415 – 1,68%
Cina, 5 934 – 1,55%
Albania, 5 609 – 1,47%
Filippine, 5 018 – 1,31%
Sri Lanka, 2 382 – 0,62%
Marocco, 2 115 – 0,55%
Ucraina, 1 409 – 0,37%
Egitto, 1 319 – 0,34%
Bangladesh, 1 254 – 0,33%
Senegal, 1 137 – 0,30%
India, 1 134 – 0,30%
Kosovo, 1 113 – 0,29%
Secondo i dati dell’Ufficio di Statistica Associato dell’area fiorentina a maggio 2015 (aggiornamento mensile) i residenti stranieri erano 58 983 su una popolazione di 377 436.

STORIA

La piana fiorentina e le colline circostanti sono state abitate fin dalla Preistoria, come testimoniano i ritrovamenti archeologici nell’area.
Il primo insediamento stabile fu un villaggio su palafitte, realizzato attorno all’XI secolo a.C. da popolazioni di civiltà villanoviana, nei pressi di un guado sul Fiume Arno, al centro di una fertile pianura.
Attorno al 150 a.C., gli Etruschi della vicina Visul (l’odierna Fiesole), situata in alto sulla collina, vi fondarono una “città satellite” nei pressi dell’Arno, per sfruttare la presenza della via d’acqua, e vi edificarono un primo ponte in legno.
Già in epoca etrusca, la città fu chiamata con l’appellativo Florentia, in latino, lingua che andava affermandosi nella vallata transitata da numerosi viandanti.
Florentia è un nome beneaugurale: “che tu sia florida”, “città della floridezza”. Allo stesso modo Potentia, Piacentia, Valentia, Pollentia in altre regioni dell’Impero. Anche l’antico nome di Granada, ad esempio, era Florentia Illiberitana. L’origine puramente benaugurale della parola Florentia è stata recentemente confermata dall’accademia della Crusca[20].
A seguito delle guerre tra Silla e Mario, l’etrusca Visul divenne romana, assumendo il nome latino di Fæsule e, nel 59 a.C., grazie alla Legge Giulia, anche Florentia diviene un castrum per veterani romani, circondato da mura, con la tipica pianta rettangolare, e dotata di piazza centrale (foro) ove incrociavano le vie principali (cardo e decumanus).
Sede di una diocesi già a partire dal IV secolo, la città fu definita Municipium splendidissimum e, fin dai tempi dell’imperatore Adriano, fu collegata a Roma dalla via Cassia. Sotto Diocleziano fu innalzata a Corrector Italiae (capitale dell’Etruria e dell’Umbria) per poi passare attraverso periodi di dominazione bizantina, ostrogota, longobarda e franca, durante i quali la popolazione scese talvolta a poche migliaia di persone.

PdI

Firenze è universalmente riconosciuta come città dell’arte, con un inestimabile patrimonio di architetture, dipinti, sculture, memorie storiche e scientifiche, che formano il tessuto cittadino, come in un pulsante museo diffuso.
Il primo artista fiorentino, o comunque sia attivo a Firenze, è un tal Rusticus, “clericus et pictor”, il cui nome è citato in due pergamene notarili dell’anno 1066 relative all’antica chiesa di San Pier Maggiore[25].
Il cuore di Firenze è Piazza della Signoria, col maestoso Palazzo Vecchio, con la galleria di capolavori scultorei nella Loggia dei Lanzi e la vicina Galleria degli Uffizi, uno dei musei d’arte più rinomati al mondo. Poco lontano si trova il centro religioso della cattedrale di Santa Maria del Fiore, con la maestosa cupola (la più grande mai costruita). Ai tempi del Granducato, si diceva che con la sua ombra arrivasse a coprire tutta la Toscana. L’enorme Duomo è magnificamente corredato dal Campanile di Giotto, uno dei più belli d’Italia, e dal Battistero di San Giovanni, con le celebri porte bronzee tra le quali spicca la dorata porta del Paradiso.
Il fiume Arno, che passa in mezzo alla città, occupa un posto nella storia fiorentina alla pari con la gente che ci vive. Storicamente, la popolazione locale ha una relazione di odio-amore con l’Arno, il quale ha portato alternativamente i vantaggi del commercio, e i disastri delle alluvioni. Tra i ponti che lo attraversano il Ponte Vecchio è unico al mondo, con le caratteristiche botteghe di gioiellieri nelle casette costruite su di esso. Attraversato dal nobile Corridoio vasariano, è l’unico ponte della città ad essere passato indenne attraverso la seconda guerra mondiale.