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È uno dei principali piatti tipici italiani e motivo di grande orgoglio per i fiorentini.

Le origini

La diffusione di questo piatto si è avuta durante la festività di San Lorenzo (che ricorre il 10 Luglio), durante la quale i Medici (molto facoltosi) facevano preparare e servire al popolo di Firenze molti piatti a base di carne.

Perché si chiama Bistecca?

Non si è certi dell’origine del nome, ma una delle teorie più accreditare dice che “Bistecca” sia l’interpretazione in dialetto fiorentino del nome “Beef steak” datogli dai mercanti anglosassoni che frequentavo Firenze all’epoca dei Medici.

Cos’è?

La Bistecca fiorentina si ottiene dal taglio della zona lombare del manzo. Visivamente si possono riconoscere i due pezzi di carne, filetto e controfiletto, divisi dall’osso a T, da cui deriva il nome inglese del piatto (T-bone steak).

Come si cucina?

Deve essere alta 5-6-cm (1kg o 1,5kg) e si cuoce sulla griglia o sulla brace. I veri amanti della Bistecca la richiedono “al sangue”.

Condita con olio extra vergine, sale e pepe, è spesso accompagnata a tavola con patate al forno e/o insalata.

Dove si può magiare?

Essendo il più tipico dei piatti fiorentini, si trova nei menù di ogni ristorante del capoluogo toscano, ma anche nella maggior parte dei ristoranti della regione.