Chi va in cerca delle peculiarità paesaggistiche nelle terre senesi ha l’obbligo di fermarsi a San Gimignano, la “Manhattan del Medioevo”.

Il centro storico

La parte più caratteristica della città, ossia quella circoscritta dalle mura è patrimonio dell’UNESCO dal 1990.
L’abitato si erge su una collina scelta strategicamente dagli Etruschi, ma è in epoca medievale e in particolare nel periodo comunale che conobbe la sua maggiore fortuna, grazie alla sua posizione, al centro di diverse direttrici di potere, traffici e commerci: tra Siena, Pisa e Firenze, ma anche tappa della più importante arteria di pellegrinaggio per coloro che transitavano in Italia, la Via Francigena.
Oggi restano intatte soltanto 13 delle torri che affollavano le strade cittadine, erano infatti ben 72 in epoca tardo-medievale.
Questo perché, tra momenti di spendore e decandenza, a S. Gimignano, una legge del Trecento vietava di abbattere le vecchie case, se non per costruirne di più belle.
Le torri erano dunque simbolo di potere e motivo di vanto delle famiglie potenti, che facevano a gara (la litigiosità è un tratto ricorrente nel DNA toscano), a erigere strutture che sfidassero la statica (nonché le possibilità architettoniche dell’epoca).

Cosa visitare?

A San Gimignano sono da visitare senza dubbio il Duomo e la piazza antistante, la Cappella di Santa Fina, il Museo Civico e Piazza della Cisterna. Nelle belle giornate vale assolutamente la pena la vista che si ha dalla Rocca di Montestaffoli.
Chi cerca alloggio qui, può scegliere tra le poche e costose camere del centro storico, oppure optare per qualche bell’agriturimo nella campagna.

Enogastronomia

Gli amanti della buona cucina resteranno ben soddisfatti dalla vernaccia di San Gimignano (un ottimo vino bianco) e dal preziosissimo zafferano che, dato il suo enorme valore, fu più volte usato come moneta di scambio per pagare i debiti della città.

 

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